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L’e-Government si diffonde nel Friuli Venezia Giulia

11 Luglio 2004 Commenta

E’ stato siglato a Roma tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Servizio per le Politiche di Sviluppo Territoriale e le Intese, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie – Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA) e la Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia l’Accordo di Programma Quadro “Societa’ dell’Informazione”, finalizzato alla diffusione e al consolidamento delle opportunita’ offerte dall’uso delle tecnologie informatiche nella Regione.
Il costo previsto e’ di 6,1 milioni di euro, la cui copertura finanziaria e’ assicurata per 3,5 dal CIPE con le delibere nn.36/2002-17/2003, per 0,8 da altre risorse statali, per 1,8 da fondi regionali.
I progetti previsti sono quattro e riguardano la realizzazione di un sistema integrato per la gestione della nuova Carta Regionale dei Servizi; l’estensione dei servizi mediante una infrastruttura per l’interscambio di informazioni anagrafiche tra Comuni e aziende sanitarie; la creazione di Portali standards per le scuole per fornire informazioni sui prodotti e sui servizi disponibili per gli studenti e favorire il loro accesso alla telematica; l’ottimizzazione degli strumenti offerti dal Portale della Sanita’ con servizi finalizzati anche a limitare i tempi di attesa dei cittadini, assicurando continuita’ nelle loro cure e riducendo al minimo i loro spostamenti.

L’accordo in esame e’ una tipica applicazione della seconda fase di attuazione dell’e-government che sta attualmente caratterizzando il nostro paese.
Questa seconda fase del Piano ha una disponibilita’ di 200 milioni di euro messi a disposizione dal Governo, a cui si aggiungeranno almeno altrettanti di co-finanziamento da parte delle Regioni, con lo scopo di proseguire l’attivita’ intrapresa con la prima fase.
Indubbiamente, come sostenuto dallo stesso Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie questa mobilitazione di risorse, che arriva a ben 900 milioni di euro (di cui 320 milioni messi a disposizione dal Governo), quasi 1.800 miliardi delle vecchie lire, e’ il piu’ consistente investimento mai realizzato nel nostro Paese per l’innovazione tecnologica nella Pubblica amministrazione locale.
La seconda fase comprende cinque linee d’azione: sviluppo dei servizi infrastrutturali locali (61 milioni di euro); diffusione territoriale dei servizi per cittadini e imprese (86 milioni di euro); inclusione dei piccoli Comuni nell’attuazione dell’e-Government (25 milioni di euro); avviamento di progetti per lo sviluppo della cittadinanza digitale, l’e-Democracy (10 milioni di euro); promozione dell’utilizzo dei nuovi servizi presso cittadini e imprese (9 milioni di euro).
Naturalmente in questa fase ci sara’ una forte cooperazione tra le varie aree del Paese, evitando che lo sviluppo della Pubblica amministrazione elettronica avvenga a macchie di leopardo.
Non solo, ma grazie a questa interconnessione e’ stato e sara’ possibile il riuso dei progetti, consentendo cosi’ rilevanti risparmi e importanti sinergie.
In particolare con lo sviluppo dei servizi infrastrutturali locali (prima linea di azione) si persegue l’obiettivo di conseguire, in tutti i territori regionali, la disponibilita’ di servizi infrastrutturali adeguati.

Per servizi infrastrutturali si intendono, con una accezione ampia, tutti quei servizi che una amministrazione regionale o provinciale rende disponibili per gli Enti locali del suo territorio di riferimento, e la cui disponibilita’ e’ necessaria per la realizzazione dei progetti di e-government finalizzati alla erogazione di servizi finali.
Sono tali ad esempio i servizi delle reti regionali e/o territoriali e le strutture per la loro gestione, i servizi di gestione delle carte di servizi a livello regionale, i servizi per l’interoperabilita’ dei protocolli e della gestione documentale.
Nell’ambito di tali servizi emergono due necessita’ fondamentali: la prima riguarda la copertura territoriale di tutto il Paese, la seconda l’adeguamento dei servizi infrastrutturali in corso di attuazione presso le Regioni e le Province alle indicazioni che emergono dal tavolo tecnico che sta definendo le specifiche del Sistema Pubblico di Connettivita’.
Con la diffusione territoriale dei servizi per cittadini ed imprese (seconda linea di azione) si mira all’allargamento alla maggior parte delle amministrazioni locali dei servizi per cittadini e imprese in corso di realizzazione con i progetti di e-government.
Tutti i progetti avviati, ed in misura maggiore quelli piu’ rilevanti economicamente, prevedono la partecipazione di numerose amministrazioni, molte delle quali riutilizzano soluzioni e applicazioni prodotte da altre amministrazioni. Ci si propone di valorizzare queste modalita’ di riuso delle soluzioni, estendendole ad altre amministrazioni, realizzando cosi’ significative economie di scala e promuovendo una standardizzazione delle soluzioni su tutto il territorio nazionale.
L’allargamento dei progetti ad altre amministrazioni potra’ prevedere il completamento dei progetti gia’ avviati sia in termini di servizi erogati, sia in termini di soluzioni tecnologiche.
Con l’inclusione dei piccoli comuni nell’attuazione dell’e-government (terza linea di azione) si ha come obiettivo l’avvio di esplicite attivita’ di sostegno verso i piccoli comuni, per garantirne la partecipazione piena ai processi di innovazione dell’ e-government.
I comuni con meno di 5000 abitanti (definiti “piccoli comuni”) sono oggi 5.836, ed in essi risiedono piu’ di 10 milioni di abitanti.
La linea di azione, per essere efficace, deve pero’ ampliare il suo raggio di intervento e coinvolgere comuni con popolazione fino a 20.000 abitanti (“comuni medio-piccoli”).
Questa scelta deriva dal fatto che molte delle condizioni di debolezza organizzativa e di scarsita’ di risorse destinabili all’innovazione sono tipiche anche dei comuni di dimensione piu’ ampia, e  il coinvolgimento di comuni piu’ grandi puo’ dare maggiore solidita’ ai processi di raggruppamento tra amministrazioni che sono alla base di questa linea di azione.

Con l’avviamento di progetti per lo sviluppo della cittadinanza digitale (quarta linea di azione) si ha per obiettivo quello di promuovere progetti di utilizzo delle tecnologie ICT ai fini della partecipazione dei cittadini alla vita delle amministrazioni pubbliche ed alle loro decisioni.
In un contesto di evoluzione critica del rapporto tra cittadini e amministrazioni pubbliche, le ICT possono infatti rafforzare processi di partecipazione gia’ operanti, o creare l’opportunita’ per realizzarne di nuovi.
In particolare si concentrera’ l’attenzione sui processi di decisione pubblica, con l‘obiettivo di migliorarne l’efficacia, l’efficienza, e la condivisione da parte degli attori coinvolti.
La crescita di complessita’ dei sistemi amministrati aumenta infatti la complessita’ delle decisioni pubbliche e la necessita’ di coinvolgere le competenze e le esperienze diffuse nella societa’.
Destinatari dei processi di partecipazione saranno quindi non solo i singoli cittadini, nella loro veste di titolari di diritti di cittadinanza, ma anche le associazioni e i soggetti sociali, culturali e produttivi coinvolti nelle decisioni pubbliche.
Infine con la promozione dell’utilizzo dei nuovi servizi presso cittadini e imprese (quinta linea di azione) si ha come obiettivo la promozione dell’uso dei nuovi servizi presso cittadini e imprese.

La realizzazione di servizi on-line e’ condizione necessaria ma non sufficiente per l’utilizzo degli stessi. E’ necessario infatti spostare fasce consistenti di utenza dalla fruizione tradizionale dei servizi alla fruizione dei servizi mediante le nuove modalita’ di erogazione.
A tale scopo ogni amministrazione dovra’ prevedere sul proprio territorio una efficace azione di comunicazione verso la propria utenza.
Tali attivita’ di comunicazione faranno riferimento a formati, strumenti e risorse di comunicazione definite per l’insieme dei progetti di egovernment, con l’obiettivo di comunicare non solo la disponibilita’ di un nuovo servizio, ma l’attuazione di un vasto programma di innovazione realizzato congiuntamente da tutte le amministrazioni.

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L’e-Government Si Diffonde Nel Friuli Venezia Giulia

8 Luglio 2004 Commenta

ROMA – E’ stato siglato a Roma tra il Ministero dell’Economia e delleFinanze – Servizio per le Politiche di Sviluppo Territoriale e le Intese, laPresidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per l’Innovazione e leTecnologie – Centro Nazionale per l’Informatica nella PubblicaAmministrazione (CNIPA) e la Regione autonoma Friuli-Venezia Giulial’Accordo di Programma Quadro “Societa’ dell’Informazione”, finalizzato alladiffusione e al consolidamento delle opportunita’ offerte dall’uso delletecnologie informatiche nella Regione.

Il costo previsto e’ di 6,1milioni di euro, la cui copertura finanziaria e’ assicurata per 3,5 dal CIPEcon le delibere nn.36/2002-17/2003, per 0,8 da altre risorse statali, per1,8 da fondi regionali.

I progetti previsti sono quattro e riguardanola realizzazione di un sistema integrato per la gestione della nuova CartaRegionale dei Servizi; l’estensione dei servizi mediante una infrastrutturaper l’interscambio di informazioni anagrafiche tra Comuni e aziendesanitarie; la creazione di Portali standards per le scuole per fornireinformazioni sui prodotti e sui servizi disponibili per gli studenti efavorire il loro accesso alla telematica; l’ottimizzazione degli strumentiofferti dal Portale della Sanita’ con servizi finalizzati anche a limitare itempi di attesa dei cittadini, assicurando continuita’ nelle loro cure eriducendo al minimo i loro spostamenti.

L’accordo in esame e’ unatipica applicazione della seconda fase di attuazione dell’e-government chesta attualmente caratterizzando il nostro paese.

Questa seconda fasedel Piano ha una disponibilita’ di 200 milioni di euro messi a disposizionedal Governo, a cui si aggiungeranno almeno altrettanti di co-finanziamentoda parte delle Regioni, con lo scopo di proseguire l’attivita’ intrapresacon la prima fase.

Indubbiamente, come sostenuto dallo stessoMinistro per l’Innovazione e le Tecnologie questa mobilitazione di risorse,che arriva a ben 900 milioni di euro (di cui 320 milioni messi adisposizione dal Governo), quasi 1.800 miliardi delle vecchie lire, e’ ilpiu’ consistente investimento mai realizzato nel nostro Paese perl’innovazione tecnologica nella Pubblica amministrazione locale.

Laseconda fase comprende cinque linee d’azione: sviluppo dei serviziinfrastrutturali locali (61 milioni di euro); diffusione territoriale deiservizi per cittadini e imprese (86 milioni di euro); inclusione dei piccoliComuni nell’attuazione dell’e-Government (25 milioni di euro); avviamento diprogetti per lo sviluppo della cittadinanza digitale, l’e-Democracy (10milioni di euro); promozione dell’utilizzo dei nuovi servizi pressocittadini e imprese (9 milioni di euro).

Naturalmente in questa faseci sara’ una forte cooperazione tra le varie aree del Paese, evitando che losviluppo della Pubblica amministrazione elettronica avvenga a macchie dileopardo.

Non solo, ma grazie a questa interconnessione e’ stato esara’ possibile il riuso dei progetti, consentendo cosi’ rilevanti risparmie importanti sinergie.

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