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Dipendenze comportamentali tra i giovani, lo studio

10 Settembre 2026 Commenta

Dipendenze comportamentali, il rischio tra i giovani è elevato. Ecco cosa rivela uno studio dedicato.

Il rapporto tra adolescenti e strumenti digitali sta diventando sempre più complesso. Una nuova indagine dell’Istituto Superiore di Sanità mostra che oltre uno studente italiano su sei, tra gli 11 e i 17 anni, presenta almeno un comportamento problematico legato ai social network, ai videogiochi o al gioco d’azzardo. Un quadro che riporta al centro il tema delle dipendenze comportamentali e delle conseguenze dell’uso eccessivo delle tecnologie.

La ricerca, realizzata dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS insieme al Dipartimento per le Politiche contro la droga e le altre dipendenze, ha coinvolto 198 istituti scolastici e più di 18.000 studenti. Tra gli 11 e i 13 anni il 17,3% dei ragazzi mostra almeno una condizione di rischio. La percentuale sale al 17,9% nella fascia 14-17 anni.

Il fenomeno più diffuso tra i più piccoli riguarda il gaming. Il 13,6% degli studenti tra 11 e 13 anni presenta comportamenti compatibili con un disturbo legato ai videogiochi. Tra i ragazzi più grandi la quota scende al 7,9%, ma il problema resta significativo. In alcuni casi il gaming si intreccia con il gioco d’azzardo.

Particolare attenzione meritano le spese effettuate all’interno dei videogame. Quasi la metà degli studenti con un comportamento problematico legato al gaming dichiara di aver speso denaro per ottenere vantaggi o accelerare i progressi.

Anche il gioco d’azzardo rappresenta un’area critica. Sebbene sia vietato ai minorenni, il 22,1% dei 14-17enni afferma di aver giocato nell’ultimo anno. Tra chi gioca esclusivamente online, la quota di comportamenti problematici raggiunge il 20%.

L’uso problematico dei social riguarda invece una percentuale più contenuta, ma resta un elemento da monitorare. Per gli esperti, le dipendenze comportamentali richiedono prevenzione e interventi coordinati tra famiglie, scuole e istituzioni. Il confine tra intrattenimento e perdita di controllo può diventare sottile.

Scritto da Michele Bellotti

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