Magazzini Amazon, aumentano i robot
Magazzini Amazon, aumenta la forza lavoro robotica. Ci sono rischi per i lavoratori umani?

Amazon ha superato il milione di robot impiegati nei propri centri logistici, ampliando l’automazione di attività come il trasporto di scaffali, la movimentazione dei contenitori e la preparazione degli ordini.
La crescita della flotta riporta al centro una questione concreta: come cambierà il lavoro umano quando le macchine saranno in grado di svolgere una quota sempre maggiore delle operazioni di magazzino?
Gran parte dei robot attualmente utilizzati serve a ridurre gli spostamenti dei dipendenti all’interno degli stabilimenti. Amazon sta però introducendo sistemi più sofisticati, capaci di intervenire anche nella manipolazione degli oggetti. Tra questi c’è Vulcan, un braccio robotico dotato di sensori tattili che gli consentono di percepire la forza esercitata sugli articoli. Altri dispositivi ricorrono all’intelligenza artificiale per riconoscere prodotti diversi e individuare come afferrarli.
L’espansione dei magazzini Amazon non ha effetti univoci sulla sicurezza dei lavoratori. Uno studio pubblicato nel 2025 sulla rivista ILR Review ha rilevato una riduzione del 40% degli infortuni gravi nei centri robotizzati rispetto a quelli tradizionali. Gli incidenti meno gravi, spesso legati a movimenti ripetitivi, risultavano invece più frequenti del 77%.
Amazon evidenzia i progressi compiuti sul fronte della sicurezza e le opportunità professionali specializzate, tra cui quelle legate alla manutenzione dei robot. Resta tuttavia da capire quanto l’introduzione di queste tecnologie inciderà sul numero di persone necessarie per gestire le attività quotidiane.
Un’indicazione arriva da documenti interni citati dal New York Times nel 2025. Secondo il quotidiano, l’automazione potrebbe consentire all’azienda di ridurre di 600.000 unità le assunzioni previste negli Stati Uniti entro il 2033.
Scritto da Michele Bellotti











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