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Google, nuove modalità di accesso

19 Agosto 2026 Commenta

Nuove modalità di accesso per Google. Effettuati i primi test per l’accesso con video-selfie.

Google sta preparando un nuovo strumento per rendere più semplice e sicuro il recupero degli account. L’azienda ha iniziato a sperimentare un sistema basato su un breve video del volto dell’utente, che potrebbe diventare una delle nuove modalità di accesso disponibili per chi non riesce più a entrare nel proprio profilo.

Il funzionamento è piuttosto semplice. L’utente registra un video selfie e lo invia ai sistemi di Google. L’intelligenza artificiale analizza le immagini per verificare che davanti alla fotocamera ci sia una persona reale e confronta il volto con le informazioni necessarie per confermare l’identità. In questo modo, il video può essere utilizzato come strumento aggiuntivo durante il recupero dell’account o per accedere a determinate funzioni.

Le nuove modalità di accesso non sono però pensate per sostituire completamente password, passkey, codici di sicurezza e altri sistemi già disponibili. Il video selfie rappresenta piuttosto un’opzione alternativa, utile soprattutto in situazioni in cui l’utente non riesce a utilizzare i normali strumenti di autenticazione.

Google precisa inoltre che il filmato potrebbe essere conservato all’interno dell’account, dove rimarrebbe protetto dalle impostazioni di sicurezza del profilo. L’utente avrebbe comunque la possibilità di eliminarlo in qualsiasi momento. Il trattamento dei dati e l’utilizzo del riconoscimento facciale restano quindi elementi centrali della nuova funzione.

Le nuove modalità di accesso basate sul volto non sono ancora disponibili per tutti. La distribuzione è graduale e, almeno nella fase iniziale, soltanto una parte degli utenti potrà visualizzare l’opzione nelle procedure di sicurezza e recupero. Google potrebbe ampliare il numero di account compatibili nei prossimi mesi.

L’introduzione delle nuove modalità di accesso mostra come l’azienda stia cercando di ridurre la dipendenza dalle password, considerate sempre più vulnerabili. Allo stesso tempo, l’uso del volto come elemento di verifica solleva interrogativi sulla gestione dei dati biometrici.

Per questo motivo, le nuove modalità di accesso dovranno trovare un equilibrio tra praticità e tutela della privacy. La scelta di Google potrebbe anticipare una diffusione più ampia dell’autenticazione biometrica anche nei servizi online.

Scritto da Michele Bellotti

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