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INAD, il domicilio digitale

19 Luglio 2023 Commenta

INAD è ufficiale. Ecco come funziona il domicilio digitale e come attivarlo.

Il servizio dell’Indice Nazionale dei Domicili Digitali (INAD) è ufficialmente attivo e aperto a tutti i cittadini italiani. Si tratta di un servizio pubblico che permette di registrare il proprio domicilio digitale come Posta Elettronica Certificata (PEC). Coloro che si registrano non riceveranno più le tradizionali lettere raccomandate dalla Pubblica Amministrazione, ma tutte le comunicazioni saranno inviate direttamente alla casella di PEC.

INAD è stato attivato un mese fa e da allora gli italiani hanno avuto la possibilità di registrare il proprio domicilio digitale. Oggi, il servizio è disponibile anche per la consultazione. Ciò significa che la Pubblica Amministrazione è obbligata ad utilizzare il domicilio digitale per tutte le comunicazioni con i cittadini che ne hanno registrato uno. Poiché si tratta di un servizio pubblico, chiunque potrà consultarne i dati, inclusi imprese e privati, che potranno utilizzare questo canale al posto delle raccomandate tradizionali. La PEC, infatti, ha lo stesso valore legale di queste ultime. Per risalire al domicilio digitale di un soggetto, basterà utilizzare il codice fiscale.

I vantaggi di questo servizio sono molteplici: le comunicazioni saranno più rapide, praticamente immediate, poiché non dovranno essere spedite fisicamente. Si risparmieranno i costi di invio e, grazie alla riduzione dell’utilizzo della carta, si otterranno benefici anche per l’ambiente.

Tutti i cittadini italiani maggiorenni, i professionisti non iscritti ad ordini, albi o collegi e gli enti di diritto privato non obbligati all’iscrizione nell’INI-PEC, possono registrare un domicilio digitale.

Quanto costa avere un domicilio digitale? L’iscrizione a INAD è completamente gratuita, così come la consultazione del registro. Tuttavia, i cittadini dovranno dotarsi di una PEC, un servizio offerto da diversi provider e quasi sempre a pagamento. Tuttavia, i costi saranno molto contenuti: alcuni fornitori offrono il servizio a meno di 10 euro all’anno. Esistono anche soluzioni gratuite o quasi, come SpidMail di Namirial: la ricezione delle comunicazioni è gratuita, mentre sarà necessario pagare per gli invii successivi. Il prezzo parte da 60 centesimi + IVA per ogni invio successivo al primo, che è gratuito.

Tuttavia, ci sono alcune voci critiche sulla questione. Secondo la Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche (FLP), è necessario avere un sistema parallelo. “In attesa delle normative dell’Unione Europea sull’identità digitale, INAD non può rappresentare l’unica soluzione per ricevere gli avvisi da parte della Pubblica Amministrazione. È quindi opportuno che tutte le comunicazioni della PA arrivino al cittadino sia in formato digitale (tramite INAD) che in formato tradizionale, ovvero attraverso un indirizzo fisico“, afferma la federazione in un comunicato.

Scritto da Michele Bellotti

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