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Hacher, I Robin Hood Del Cyberspazio

15 Settembre 2004 Commenta

ROMA – Gli hacker puri, i Robin Hood che agiscono per annullare il divariotra ricchi e poveri pareggiando le risorse di cibo, di materiali e disapere, indicano la via per realizzare la democrazia elettronica, intendendola telematica sia come media in se’ capace di attuare in rete la democraziae l’accesso gratuito alle risorse, sia come modello e strumento per unareale democrazia nell’ulespazio.
E’ quanto scrive Gennaro Francione, -Consigliere di Corte di Cassazione, svolge funzioni di giudice presso lasezione penale del Tribunale di Roma – in “Hacher, I Robin Hood DelCyberspazio (ed. Lupetti, Milano, 2004), mettendo in evidenza la differenzatra gli hacker e i cracker.

“Per hacker si intende quella persona chepenetra nei sistemi informatici solamente per capire come essi funzioninorealmente; i cracker sono coloro che penetrano nei sistemi informatici percausare danni o rubare informazioni. La gente normale non conosce questadifferenza e tende ad associare all’hacker il classico giovane dai capellilunghi, anarchico, che seduto davanti allo schermo del suo computer aspettache il programma pirata che sta usando gli consenta l’accesso al sistemabancario della citta’ per poter rubare soldi in grande quantita’. Fino a chela gente non capira’ che gli hacker non sono cattivi come s’intende, sicontinuera’ a perseguitarli come terroristi o criminali della peggiorspecie”.

Ormai Internet e’ una realta’ psicologicamente liberatoria:la possibilita’ di smontare l’informazione e’ una necessita’ psichicadell’individuo per rispondere al condizionamento quotidiano dei media.

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