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Smartphone e bambini, cosa rivela un nuovo studio

14 Ottobre 2025 Commenta

Smartphone e bambini, il legame potrebbe essere dannoso sotto diversi punti di vista. Ecco lo studio.

Il legame tra smartphone e bambini è tornato al centro del dibattito dopo i risultati emersi dal Global Mind Project. Lo studio, che ha analizzato migliaia di giovani in tutto il mondo, evidenzia effetti preoccupanti legati all’uso precoce dei dispositivi mobili, soprattutto in relazione allo sviluppo mentale.

La Generazione Z, cresciuta con smartphone e social media, mostra segnali chiari: prima si riceve uno smartphone, peggiori sembrano essere gli indicatori di benessere mentale. I dati raccolti tramite il Mind Health Quotient mostrano un netto calo della salute psicologica nei ragazzi che hanno avuto accesso a questi dispositivi prima dei 13 anni.

In particolare, tra ragazze e ragazzi che hanno avuto il primo smartphone a cinque anni, aumentano pensieri suicidi, aggressività, senso di distacco dalla realtà e allucinazioni. Il legame tra smartphone e bambini diventa ancora più evidente se si guarda alla fascia tra i 18 e i 24 anni: quasi la metà delle giovani donne che hanno iniziato a usare uno smartphone in tenera età riporta pensieri suicidari.

Il problema non riguarda solo la salute mentale individuale. La ricerca mostra che anche fattori come le relazioni familiari, il sonno e il cyberbullismo sono influenzati dal momento in cui si inizia a usare i social. Il 40% degli impatti negativi sarebbe legato all’età del primo account social, mentre le interruzioni del sonno derivano spesso da attività come giochi o video.

Alla luce di questi risultati, gli esperti chiedono un intervento coordinato. Limitare l’uso di smartphone durante l’infanzia e posticipare l’accesso ai social potrebbero ridurre in modo significativo il disagio mentale nei giovani. Secondo le stime, i benefici sarebbero tangibili già con restrizioni minime.

Il tema di smartphone e bambini non può più essere visto come una semplice scelta familiare. Servono politiche chiare, regole precise e una maggiore consapevolezza pubblica. Perché il benessere mentale delle nuove generazioni dipende anche da come usiamo la tecnologia. E da quando iniziamo a farlo.

Scritto da Michele Bellotti

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