Impatto ambientale dell’Intelligenza Artificiale
Impatto ambientale dell’Intelligenza Artificiale, Google prova a fare chiarezza. Ecco tutti i dati.

Google ha pubblicato per la prima volta un’analisi dettagliata sui consumi dei modelli Gemini, evidenziando quanta energia, CO2 e acqua vengano utilizzate per ogni singola richiesta. Secondo i dati, un prompt medio richiede 0,24 Wh, produce 0,03 grammi di CO2 equivalente e impiega 0,26 millilitri d’acqua, un valore paragonabile a meno di dieci secondi di televisione accesa. Il calcolo include non solo l’elaborazione dei chip principali ma anche la memoria, i sistemi di raffreddamento e le infrastrutture di supporto.
Negli ultimi dodici mesi l’efficienza è migliorata in modo significativo: il consumo energetico per richiesta è sceso di 33 volte e le emissioni di 44 volte. Questo risultato è stato possibile grazie a nuove ottimizzazioni hardware e software, oltre all’impiego di data center con un PUE medio di 1,09, tra i più efficienti al mondo.
L’impatto ambientale dell’Intelligenza Artificiale viene ridotto anche attraverso tecniche avanzate come Mixture-of-Experts, che attiva solo le parti del modello necessarie, e la distillazione, che semplifica le reti neurali senza comprometterne la precisione. Inoltre, le TPU Ironwood di ultima generazione offrono un’efficienza 30 volte superiore rispetto ai primi chip progettati da Google.
Un altro aspetto cruciale riguarda la gestione dell’acqua. Nei grandi data center, il raffreddamento rimane una sfida aperta: anche con circuiti chiusi per proteggere i chip, serve comunque acqua per disperdere il calore accumulato. Le torri evaporative, più efficienti rispetto al raffreddamento elettrico, permettono di mantenere le temperature sotto controllo, ma comportano un consumo regolare di risorse idriche. Google dichiara di voler compensare il 120% dell’acqua utilizzata, basandosi su analisi scientifiche dei bacini idrici locali.
Questa trasparenza aiuta a comprendere meglio l’impatto ambientale dell’Intelligenza Artificiale, spesso percepito solo in termini astratti. Ogni richiesta agli algoritmi comporta un costo energetico e ambientale, anche se i progressi tecnologici ne stanno riducendo il peso.
Condividendo la metodologia di calcolo, Google mira a stabilire un nuovo standard per l’intero settore, spingendo i concorrenti a dichiarare i propri dati. L’obiettivo finale è rendere l’impatto ambientale dell’Intelligenza Artificiale sempre più sostenibile, senza frenare lo sviluppo dei modelli.
Scritto da Michele Bellotti











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