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Corning, annunciati i nuovi accordi.

4 Agosto 2025 Commenta

Corning evita la multa, l’accordo con Bruxelles chiude l’indagine antitrust. Ecco i dettagli.

La Commissione europea ha concluso l’indagine antitrust su Corning, colosso statunitense noto per il Gorilla Glass, senza imporre alcuna sanzione. La decisione è arrivata dopo che l’azienda ha accettato di modificare le proprie pratiche commerciali nel settore del vetro per dispositivi mobili. Il caso era stato aperto a novembre 2024, a seguito di sospetti su clausole di fornitura esclusiva ritenute potenzialmente lesive della concorrenza.

L’inchiesta aveva messo sotto osservazione il ruolo dominante di Corning nel mercato globale del vetro alcalino-alluminosilicato. Questo materiale viene impiegato come copertura protettiva per smartphone, tablet e smartwatch. L’azienda è risultata in posizione dominante e avrebbe stipulato accordi restrittivi con produttori di dispositivi e aziende che rifiniscono il vetro.

Per chiudere la procedura, Corning ha accettato impegni vincolanti validi per i prossimi nove anni. Tra questi, l’eliminazione di tutte le clausole di esclusiva negli accordi esistenti e l’impegno a non inserirne di nuove nei contratti futuri. Le limitazioni si applicano sia al vetro LAS sia alla vetroceramica trasparente, un materiale destinato a diventare sempre più usato.

In Europa, Corning non potrà imporre quote di acquisto ai produttori. A livello globale, non potrà chiedere che più del 50% del fabbisogno venga coperto con i propri prodotti. Le regole cambiano in base al tipo di vetro e alla zona geografica.

Un fiduciario esterno, con competenze linguistiche in mandarino, controllerà il rispetto degli impegni. L’azienda dovrà anche informare il mercato, in inglese e cinese, sui cambiamenti introdotti. Restano esclusi dall’accordo i prodotti sviluppati su misura per Apple, considerati fuori dal perimetro dell’indagine.

Corning rischia comunque sanzioni pesanti in caso di violazioni: fino al 10% del fatturato annuo e penali su base giornaliera pari al 5% del fatturato. Per l’azienda, un segnale chiaro a rivedere il proprio approccio al mercato europeo.

Scritto da Michele Bellotti

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