AI Overviews, ecco l’altra faccia della medaglia
AI Overviews di Google sta danneggiando molti siti web. Ecco la motivazione.

Negli ultimi dodici mesi, Google ha introdotto una novità che sta modificando il rapporto tra utenti e contenuti online: gli AI Overviews. Si tratta di riassunti generati dall’intelligenza artificiale Gemini, posizionati in cima ai risultati di ricerca. Per chi cerca qualcosa su Google, significa ricevere una risposta diretta, spesso completa, senza dover cliccare su altri link.
Secondo Google, questa tecnologia non danneggia i siti originali, ma i numeri raccontano altro. Un’analisi del Pew Research Center mostra che nelle pagine con AI Overviews, i clic verso siti esterni calano sensibilmente. Senza AI, il 15% degli utenti visita almeno un link. Con l’overview attiva, la percentuale scende all’8%. In pratica, il traffico verso i siti dimezza.
Gli AI Overviews appaiono più spesso nelle ricerche complesse o formulate in forma di domanda. In questi casi, il 60% delle query viene risolto direttamente dal sistema AI. Questo riduce ulteriormente le probabilità che l’utente apra una fonte originale. Anche i link inclusi nei riassunti non sembrano molto efficaci: solo l’1% degli utenti li clicca.
Il problema non è solo tecnico, ma anche informativo. Quando l’utente ottiene subito una risposta, spesso termina lì la sua navigazione. Circa un quarto delle sessioni si chiude subito dopo aver letto un AI Overview, contro il 16% delle ricerche senza contenuto generato.
C’è poi un rischio legato alla qualità dell’informazione. Gli AI Overviews possono contenere errori, distorsioni o contenuti non verificati. Alcuni casi noti hanno mostrato risposte bizzarre o pericolose, tratte da fonti satiriche o poco affidabili. Lo stesso CEO di Google ha ammesso che il fenomeno delle “hallucinations” resta un limite aperto.
Nonostante le critiche, Google continua a espandere l’uso degli AI Overviews, soprattutto nei settori viaggi, intrattenimento e ristorazione. Intanto, molti editori vedono calare il traffico verso i propri siti, mentre la piattaforma di ricerca continua a macinare profitti.
Scritto da Michele Bellotti











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