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Perdita di utenti per Windows, è ufficiale

16 Luglio 2025 Commenta

I dati ufficiali sembrano confermare la perdita di utenti per Windows. Ecco le motivazioni.

Il recente post ufficiale di Microsoft, che sottolinea la presenza di “oltre un miliardo di dispositivi attivi al mese” con Windows, sembrerebbe indicare una buona salute del sistema operativo. Tuttavia, un’analisi più attenta rivela un dato sorprendente: rispetto ai 1,4 miliardi di dispositivi Windows attivi dichiarati nel 2022, si registra una perdita di utenti pari a circa 400 milioni in soli tre anni. Un calo silenzioso, ma rilevante.

La discrepanza non è frutto di stime approssimative. Come evidenziato da Ed Bott di ZDNet, Microsoft divulga questi numeri solo dopo un’attenta revisione, dato che sono economicamente significativi. L’utilizzo dell’espressione generica “oltre un miliardo” al posto di cifre precise lascia quindi presagire una perdita di utenti concreta, che potrebbe avere implicazioni strategiche per il futuro del marchio.

Dopo il boom pandemico, che ha temporaneamente rivitalizzato il mercato PC per via del lavoro e della didattica a distanza, il ritorno alla normalità ha rimesso in luce una realtà ben diversa: il pubblico consumer, salvo rare eccezioni, si sta progressivamente allontanando dal PC tradizionale. La perdita di utenti riflette infatti la crescente preferenza per dispositivi mobili come smartphone e tablet, oggi in grado di soddisfare la maggior parte delle esigenze digitali quotidiane.

Un’altra componente della perdita di utenti risiede nei requisiti hardware stringenti di Windows 11. Molti PC, ancora perfettamente funzionanti, non sono compatibili con il nuovo sistema operativo, spingendo gli utenti a restare su Windows 10 o a considerare l’abbandono definitivo della piattaforma.

La scadenza del supporto a Windows 10, fissata per il 14 ottobre 2025, potrebbe invertire questa tendenza, ma è altrettanto plausibile che acceleri ulteriormente la perdita di utenti, soprattutto tra chi non intende aggiornare l’hardware. In risposta, Microsoft ha già avviato programmi di sicurezza estesa e incentivi al passaggio, segno evidente della preoccupazione interna.

Nel frattempo, l’azienda diversifica le proprie entrate puntando su cloud (Azure), abbonamenti (Microsoft 365) e gaming (Xbox), cercando di compensare una perdita di utenti che potrebbe segnare l’inizio della fine dell’era del PC universale.

Scritto da Michele Bellotti

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