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Google e tasse: la crociata dell’Europa

26 Febbraio 2016 Commenta

Google ed Europa: richiesto il versamento delle tasse non corrisposte. Ora tocca a Francia e Italia.

GoogleIl cerchio si chiude intorno al colosso di Mountain View. L’Europa non è più disposta a chiudere gli occhi sulle tasse non versate. Dopo l’accordo raggiunto con le autorità fiscali del Regno Unito, sembra ora arrivato il turno della Francia.

L’indagine nel Regno Unito, durata 6 anni, ha disposto che Google versasse 130 milioni di sterline pari a circa 165 milioni di euro. A distanza di circa un anno dal momento dell’accordo sono state sollevate alcune critiche ai termini sottoscritti, nello specifico riguardo alla cifra pattuita, ritenuta troppo contenuta rispetto all’effettivo bilancio della società. Tra le varie clausole era stato richiesto espressamente che Google rivedesse le modalità di pagamento delle tasse su suolo britannico.

La strategia di Google di “ottimizzazione fiscale” è stata al centro di pesanti critiche da parte dell’Unione Europea. Questa scelta fiscale consentirebbe a Big G di sfruttare il mercato unico europeo e di decidere dove dichiarare i guadagni, in base alla tassazione più bassa, indipendentemente da dove avvengono le vendite.

Secondo alcune recenti indiscrezioni la Francia avrebbe già avviato un procedimento per trovare un accordo con Google. La cifra che la Francia pretenderebbe da Google sarebbe di 1.6 miliardi di euro.

Alcune voci, attualmente prive di conferma riferiscono di una possibile mobilitazione anche dell’Italia.

Quale sia la verità sulla mobilitazione della Francia contro Big G ancora non lo sappiamo, ma notizie ufficiali potrebbero arrivare molto presto. L’unico dato di fatto, almeno per il momento, arriva dalla borsa di New York, dove le azioni dell’azienda, in concomitanza con la diffusione di questa indiscrezione hanno registrato un calo dell’1.8 per cento.

Scritto da Michele Bellotti

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