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	<title>Studio Celentano</title>
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	<description>Quotidiano di Informazione su Diritto, Internet e Nuove Tecnologie</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 09:24:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Bolla Facebook?</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 09:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione StudioCelentano.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende & Business]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo le indiscrezioni, arriva il deposito della documentazione per la quotazione in Borsa. Facebook fa sul serio.
PALO ALTO, CA (USA). Il successo del social network di Zuckerberg sembra destinato a continuare nel tempo.
Dopo la partenza bruciante iniziata solamente nel 2004, Facebook ha strappato record su record, mettendo all&#8217;angolo del ring il super-rivale MySpace (ormai archiviato in soffitta), puntando al superamento dei 500 milioni di utenti ad aprile 2011 e giungendo agli attuali 845 milioni di utenti attivi.
La decisione (maturata da tempo) dello sbarco in Borsa è arrivata. La Ipo (Initial ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/02/nasdaq.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-48717" src="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/02/nasdaq-300x200.jpg" alt="nasdaq 300x200 Bolla Facebook?" width="300" height="200" title="Bolla Facebook?" /></a>Dopo le indiscrezioni, arriva il deposito della documentazione per la quotazione in Borsa. Facebook fa sul serio.</p>
<p>PALO ALTO, CA (USA). Il successo del social network di Zuckerberg sembra destinato a continuare nel tempo.<br />
Dopo la partenza bruciante iniziata solamente nel 2004, <strong>Facebook</strong> ha strappato record su record, mettendo all&#8217;angolo del ring il super-rivale MySpace (ormai archiviato in soffitta), puntando al superamento dei 500 milioni di utenti ad aprile 2011 e giungendo agli attuali <strong>845 milioni di utenti attivi</strong>.<br />
La decisione (maturata da tempo) dello sbarco in <strong>Borsa</strong> è arrivata. La <strong>Ipo</strong> (Initial public offering) di Facebook potrebbe essere la più grande delle società del Web approdate nei mercati finanziari. Con il deposito alla Sec (Securities and Exchange Commission) della documentazione necessaria per il collocamento in Borsa, Facebook svela finalmente per la prima volta i suoi dati economici. Nel 2011 il fatturato si è attestato a 3,71 miliardi di dollari (1,97 nel 2010), mentre l&#8217;utile netto ha raggiunto ben 668 milioni di dollari (+79% rispetto all&#8217;anno precedente).<br />
Secondo molti franchi tiratori, questa decisione di collocamento in Borsa si trasformerà presto in una bolla, capace di esplodere a breve, trascinando l&#8217;economia della Net economy (come si chiamava tempo fa). <strong>Zynga</strong>, recentemente quotatasi, ha capitalizzato 9 miliardi di dollari. Un ottimo risultato, certamente. Ma quello che vuole fare Facebook è qualcosa di più, cioè raggiungere 100 miliardi di valorizzazione; cosa che obiettivamente sarebbe esagerata rispetto al profitto dichiarato.<br />
[Gerardo Antonio Cavaliere, StudioCelentano.it, riproduzione riservata]</p>
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		<title>Fbi monitorerà Facebook</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 06:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione StudioCelentano.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto & ICT]]></category>

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		<description><![CDATA[E altri social network, fra cui anche il famoso Twitter. Lo scopo? Combattere il terrorismo, il cibercrimine, ecc.
WASHINGTON DC, WA (USA). Un ennesimo schiaffo in faccia alla libertà di comunicazione in Rete.
Dopo Sopa e Pipa (i progetti di legge, ritirati, sulla tutela forzosa del copyright), adesso il braccio intelligente del Governo Usa (Fbi) analizzerà i profili sui social network. Con un documento appena pubblicato, infatti, la Fbi cerca adesioni fra i social network per sviluppare un programma apposito di analisi comportamentale degli utenti 2.0.
Sì, in pratica, tutti i post (pubblici) ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/01/social_network_02.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-48712" src="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/01/social_network_02-283x300.jpg" alt="social network 02 283x300 Fbi monitorerà Facebook" width="283" height="300" title="Fbi monitorerà Facebook" /></a>E altri social network, fra cui anche il famoso Twitter. Lo scopo? Combattere il terrorismo, il cibercrimine, ecc.</p>
<p>WASHINGTON DC, WA (USA). Un ennesimo schiaffo in faccia alla libertà di comunicazione in Rete.<br />
Dopo <strong>Sopa</strong> e <strong>Pipa</strong> (i progetti di legge, ritirati, sulla tutela forzosa del copyright), adesso il braccio intelligente del Governo Usa (<strong>Fbi</strong>) <strong>analizzerà i profili sui social network</strong>. Con un documento appena pubblicato, infatti, la Fbi cerca adesioni fra i social network per sviluppare un programma apposito di analisi comportamentale degli utenti 2.0.<br />
Sì, in pratica, tutti i post (pubblici) che verranno caricati su Facebook, Twitter &amp; company saranno monitorati allo scopo di combattere il terrorismo, il cibercrimine, e altri crimini che potrebbero essere geolocalizzati utilizzando le piattaforme sociali munite di sistema di posizionamento.<br />
Insomma, dopo il danno la beffa. Ovvero, dopo la prostituzione dei nostri dati personali sui social network (per scopi prettamente ludici), ora le beffa, cioè lo sfruttamento del potere forte della Fbi proprio sfruttando le debolezze perverse di questi coacervi sociali.<br />
[Gerardo Antonio Cavaliere, StudioCelentano.it, riproduzione riservata]</p>
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		<title>La privacy a dieta</title>
		<link>http://www.studiocelentano.it/48707/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione StudioCelentano.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto & ICT]]></category>

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		<description><![CDATA[Ridotte all&#8217;osso le normative contrattuali sulla privacy dei servizi in casa Google.
MOUNTAIN VIEW, CA (USA). La buona notizia è che Google ha annunciato di stare completando la sistemazione di oltre 70 documenti contrattuali riguardanti la normativa privacy.
Da Gmail a YouTube, passando per Google account, tutte le regole con cui verrà gestita la riservatezza degli utenti saranno riviste e corrette. Ma, soprattutto, ridotte a un unico documento, con pochi articoli.
A partire dal prossimo 1 marzo, dunque, entrerà a regime questa nuova normativa, cui Google sta lavorando molto e intensamente.
La brutta notizia, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/01/google_grande_05.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-48708" src="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/01/google_grande_05-300x300.jpg" alt="google grande 05 300x300 La privacy a dieta" width="300" height="300" title="La privacy a dieta" /></a>Ridotte all&#8217;osso le normative contrattuali sulla privacy dei servizi in casa Google.</p>
<p>MOUNTAIN VIEW, CA (USA). La buona notizia è che <strong>Google</strong> ha annunciato di stare completando la sistemazione di oltre 70 documenti contrattuali riguardanti la normativa <strong>privacy</strong>.<br />
Da Gmail a YouTube, passando per Google account, tutte le regole con cui verrà gestita la riservatezza degli utenti saranno riviste e corrette. Ma, soprattutto, ridotte a un unico documento, con pochi articoli.<br />
A partire dal prossimo 1 marzo, dunque, entrerà a regime questa nuova normativa, cui Google sta lavorando molto e intensamente.<br />
La brutta notizia, però, è che aumentano le invasioni nella sfera privata dell&#8217;utente, che accetta di essere sempre più analizzato nelle tracce che lascia durante la navigazione. Il fatto è che Google combinerà tutte le informazioni che digitiamo o che visualizziamo per renderci risultati di ricerca sempre più attinenti alle nostre esigenze.<br />
[Gerardo Antonio Cavaliere, StudioCelentano.it, riproduzione riservata]</p>
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		<title>La Mela d&#8217;oro</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 06:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione StudioCelentano.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende & Business]]></category>

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		<description><![CDATA[Apple ha diffuso i dati relativi al primo trimestre fiscale del 2012.
CUPERTINO, CA (USA). 46,33 miliardi di dollari di fatturato, 13,06 miliardi di dollari di utili, 37,04 milioni di iPhone venduti, 15,43 milioni di iPad venduti, 5,2 milioni di iMac venduti e 15,4 milioni di iPod venduti.
Sono i dati che Apple ha diffuso relativamente al primo trimestre fiscale del 2012 (ultimi tre mesi del 2011), chiusosi il 31 dicembre 2011.
Si tratta di numeri da record, che assolutamente fanno dimenticare le iniziali delusioni per non aver visto uscire la versione 5 ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/01/apple_011.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-48703" src="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/01/apple_011.jpg" alt="apple 011 La Mela doro" width="177" height="213" title="La Mela doro" /></a>Apple ha diffuso i dati relativi al primo trimestre fiscale del 2012.</p>
<p>CUPERTINO, CA (USA). 46,33 miliardi di dollari di fatturato, <strong>13,06 miliardi di dollari di utili</strong>, 37,04 milioni di iPhone venduti, 15,43 milioni di iPad venduti, 5,2 milioni di iMac venduti e 15,4 milioni di iPod venduti.<br />
Sono i dati che <strong>Apple</strong> ha diffuso relativamente al primo trimestre fiscale del 2012 (ultimi tre mesi del 2011), chiusosi il 31 dicembre 2011.<br />
Si tratta di numeri da record, che assolutamente fanno dimenticare le iniziali delusioni per non aver visto uscire la versione 5 dell&#8217;iPhone a fine 2011.<br />
Si calcola che la casa della Mela abbia venduto <strong>183 milioni di iPhone</strong> sin dal suo lancio nel 2007.<br />
Le trattazioni del titolo Apple nel trading after hour sono cresciute di otto punti percentuali, a 454 dollari per azione, superando addirittura Exxon come capitalizzazione in Borsa.<br />
[Gerardo Antonio Cavaliere, StudioCelentano.it, riproduzione riservata]</p>
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		<title>4 miliardi, YouTube da record</title>
		<link>http://www.studiocelentano.it/48697/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 06:06:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione StudioCelentano.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet & Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono oltre 4 miliardi i video distribuiti in streaming dal sito di video-sharing di proprietà di Google.
MOUNTAIN VIEW, CA (USA). Google fa sapere che l&#8217;incremento vorticoso delle visite su YouTube ha portato a mandare in streaming oltre 4 miliardi di video al giorno.
Si tratta di un aumento del 25% nel giro di otto mesi. Questo consumo di contenuti fa di YouTube il più grande servizio di streaming al mondo, inorgogliendo certamente Google, che l&#8217;ha acquisito nel 2006.
L&#8217;altra faccia della medaglia è il caricamento di video, che gli utenti quotidianamente fanno. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/01/youtube02.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-48698" src="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/01/youtube02-300x166.jpg" alt="youtube02 300x166 4 miliardi, YouTube da record" width="300" height="166" title="4 miliardi, YouTube da record" /></a>Sono oltre 4 miliardi i video distribuiti in streaming dal sito di video-sharing di proprietà di Google.</p>
<p>MOUNTAIN VIEW, CA (USA). Google fa sapere che l&#8217;incremento vorticoso delle visite su <strong>YouTube</strong> ha portato a mandare in streaming oltre <strong>4 miliardi di video al giorno</strong>.<br />
Si tratta di un aumento del 25% nel giro di otto mesi. Questo consumo di contenuti fa di YouTube il più grande servizio di streaming al mondo, inorgogliendo certamente <strong>Google</strong>, che l&#8217;ha acquisito nel 2006.<br />
L&#8217;altra faccia della medaglia è il caricamento di video, che gli utenti quotidianamente fanno. Si calcola che a ogni minuto di vita, YouTube riceva 60 ore di video dai propri utenti.<br />
YouTube ha lanciato lo scorso mese <strong>Channels</strong>, il servizio di gestione dei video a mo&#8217; di canali televisivi, per renderlo ancora più vicino al mondo del famoso tubo catodico. Ma sembra che questo non interessi agli utenti, che ne fruiscono già in maniera abbondante.<br />
[Gerardo Antonio Cavaliere, StudioCelentano.it, riproduzione riservata]</p>
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		<title>Sopa, blocchi rimandati</title>
		<link>http://www.studiocelentano.it/48692/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 06:27:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione StudioCelentano.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto & ICT]]></category>

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		<description><![CDATA[Nessuna altra azione. Almeno per il momento. E&#8217; la decisione che hanno preso i Senatori statunitensi dopo le sommosse della Rete.
WASHINGTON DC, WA (USA). La discussione sul progetto di legge denominato Sopa (Stop Online Piracy Act) è stata rinviata.
Il Senatore proponente il disegno di legge (Lamar Smith) ha dichiarato che bisogna rivisitare l&#8217;approccio su come meglio gestire il problema del furto di materiale protetto dal copyright.
Sono state molto efficaci, dunque, le minacce di sciopero delle comunicazioni telematiche sbandierate da grandi della Rete, come Google, Facebook e altri.
In realtà, però, sembra ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/01/internet12.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-48693" src="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/01/internet12-300x212.jpg" alt="internet12 300x212 Sopa, blocchi rimandati" width="300" height="212" title="Sopa, blocchi rimandati" /></a>Nessuna altra azione. Almeno per il momento. E&#8217; la decisione che hanno preso i Senatori statunitensi dopo le sommosse della Rete.</p>
<p>WASHINGTON DC, WA (USA). La discussione sul progetto di legge denominato <strong>Sopa</strong> (Stop Online Piracy Act) è stata <strong>rinviata</strong>.<br />
Il Senatore proponente il disegno di legge (<strong>Lamar Smith</strong>) ha dichiarato che bisogna rivisitare l&#8217;approccio su come meglio gestire il problema del furto di materiale protetto dal copyright.<br />
Sono state molto efficaci, dunque, le minacce di sciopero delle comunicazioni telematiche sbandierate da grandi della Rete, come Google, Facebook e altri.<br />
In realtà, però, sembra che la discussione attorno al tema della tutela del copyright non sia del tutto archiviata. Semmai rimandata. Il Senatore Smith, infatti, ammette che il problema della pirateria on line è troppo grande da ignorare. L&#8217;industria della proprietà intellettuale statunitense, continua Smith, produce reddito per 19 milioni di posti di lavoro, generando il 60% dell&#8217;export Usa. Il pericolo della pirateria telematica fa perdere oltre 100 miliardi di dollari all&#8217;anno.<br />
Ora il lavoro verrà fatto a braccetto con i più grandi operatori Ict della Rete, con cui il Senato dovrà interfacciarsi per evitare di venire bacchettato nuovamente in un blocco delle comunicazioni Internet.<br />
[Gerardo Antonio Cavaliere, StudioCelentano.it, riproduzione riservata]</p>
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		<title>Fbi chiude Megaupload</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 06:24:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione StudioCelentano.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto & ICT]]></category>

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		<description><![CDATA[In pochissime ore fa il giro del mondo la notizia della chiusura di Megaupload e Megavideo da parte della Fbi.
WASHINGTON DC, WA (USA). I due siti web Megaupload e Megavideo sono stati chiusi dalla Fbi, in collaborazione con il Dipartimento della Giustizia statunitense.
Megaupload, famoso per essere diventato archivio di contenuti audio/video, sarebbero costo oltre 500 milioni di dollari finora in mancati profitti per le società che detengono i diritti d&#8217;autore sui materiali lì caricati. Il funzionamento di questi archivi su web, denominato hosting di file, è del tutto legittimo, poiché può ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/01/piracy41.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-48689" src="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/01/piracy41.jpg" alt="piracy41 Fbi chiude Megaupload" width="120" height="120" title="Fbi chiude Megaupload" /></a>In pochissime ore fa il giro del mondo la notizia della chiusura di Megaupload e Megavideo da parte della Fbi.</p>
<p>WASHINGTON DC, WA (USA). I due siti web <strong>Megaupload</strong> e <strong>Megavideo</strong> sono stati chiusi dalla <strong>Fbi</strong>, in collaborazione con il <strong>Dipartimento della Giustizia statunitense</strong>.<br />
Megaupload, famoso per essere diventato archivio di contenuti audio/video, sarebbero costo oltre 500 milioni di dollari finora in mancati profitti per le società che detengono i diritti d&#8217;autore sui materiali lì caricati. Il funzionamento di questi archivi su web, denominato hosting di file, è del tutto legittimo, poiché può essere utilizzato dagli utenti per indicare ad altri dove poter scaricare file di grosse dimensioni, che non possono essere allegati a un normale messaggio e-mail. Il problema è la illegittimità della riproduzione di molti di questi file, perché protetti dalle norme sul diritto d&#8217;autore.<br />
Megavideo era specializzato nello streaming di video e film gratuitamente on line.<br />
Disposto l&#8217;arresto del fondatore Kim Schmitz e di altre tre persone.<br />
La notizia di questa chiusura è tanto più plateale e importante, proprio per l&#8217;immediatezza temporale con la discussione sul progetto di legge Sopa (Stop Online Piracy Act), che tante polemiche si sta trascinando alle spalle.<br />
[Gerardo Antonio Cavaliere, StudioCelentano.it, riproduzione riservata]</p>
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		<title>Sopa, senatori in retromarcia</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 06:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione StudioCelentano.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto & ICT]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il black-out di 24 ore di Wikipedia, i promotori della proposta di legge denominata Sopa fanno marcia indietro.
WASHINGTON DC, WA (USA). Paura del Web in rivolta?
Forse proprio no. Ma la protesta di Wikipedia (e altri siti web, come Reddit, Google, Mozilla, ecc.) di oscurare il proprio servizio nelle scorse 24 ore ha fatto riflettere molto. E così sembra che i senatori proponenti il disegno di legge denominato Sopa (Stop Online Piracy Act) vogliano fare un passo indietro.
Quello che gli operatori Ict non sopportano è il blocco dei Dns e, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/01/piracy7.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-48686" src="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/01/piracy7.jpg" alt="piracy7 Sopa, senatori in retromarcia" width="300" height="225" title="Sopa, senatori in retromarcia" /></a>Dopo il black-out di 24 ore di Wikipedia, i promotori della proposta di legge denominata Sopa fanno marcia indietro.</p>
<p>WASHINGTON DC, WA (USA). Paura del Web in rivolta?<br />
Forse proprio no. Ma la <strong>protesta</strong> di <strong>Wikipedia</strong> (e altri siti web, come Reddit, Google, Mozilla, ecc.) di oscurare il proprio servizio nelle scorse 24 ore ha fatto riflettere molto. E così sembra che i senatori proponenti il disegno di legge denominato <strong>Sopa</strong> (Stop Online Piracy Act) vogliano fare un passo indietro.<br />
Quello che gli operatori Ict non sopportano è il blocco dei Dns e, in sostanza, una paralisi delle comunicazioni telematiche. Questi blocchi diventerebbero repentini e privi di alcun contraddittorio giudiziario, poiché spinti dalle dichiarazioni dei legittimi titolari dei diritti d&#8217;autore.<br />
[Gerardo Antonio Cavaliere, StudioCelentano.it, riproduzione riservata]</p>
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		<title>Apple fra i banchi di scuola</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 06:15:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione StudioCelentano.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende & Business]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiocelentano.it/?p=48680</guid>
		<description><![CDATA[Reinventare la scuola, partendo dai libri digitali. Questa la novità di Apple, che annuncia nuovi strumenti di schiacciante semplicità.
NEW YORK CITY, NY (USA). Nella cornice del Guggenheim Museum di New York, una Mela in forma smagliante vuole conquistare la scuola.
Con la straordinaria capacità di rendere più facile la vita ai propri utenti, Apple propone un&#8217;idea tanto semplice, quanto rivoluzionaria (soprattutto, commercialmente). I vertici della casa di Cupertino, infatti, si sono domandati cosa ci fanno ancora i vecchi libri di testo sui banchi di scuola, quando sono gli stessi giovani studenti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/01/ipad2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-48681" src="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/01/ipad2-300x200.jpg" alt="ipad2 300x200 Apple fra i banchi di scuola" width="300" height="200" title="Apple fra i banchi di scuola" /></a>Reinventare la scuola, partendo dai libri digitali. Questa la novità di Apple, che annuncia nuovi strumenti di schiacciante semplicità.</p>
<p>NEW YORK CITY, NY (USA). Nella cornice del Guggenheim Museum di New York, una Mela in forma smagliante vuole conquistare la scuola.<br />
Con la straordinaria capacità di rendere più facile la vita ai propri utenti, <strong>Apple</strong> propone un&#8217;idea tanto semplice, quanto rivoluzionaria (soprattutto, commercialmente). I vertici della casa di Cupertino, infatti, si sono domandati cosa ci fanno ancora i vecchi libri di testo sui banchi di scuola, quando sono gli stessi giovani studenti a utilizzare strumenti avanzatissimi tecnologicamente. Il libro, nella sua classica declinazione cartacea, è pesante, non facilmente trasportabile, non dura molto e non è assolutamente interattivo. I libri, ha detto Phil Schiller vicepresidente per il marketing di Apple, non sono cambiati dal 1950.<br />
La casa della Mela, dunque, ha proposto un nuovo modo di fruire dei contenuti scolastici, in maniera seria e istruttiva, tramite l&#8217;iPad. Con una nuova versione di<strong> iTunes U per iPad</strong>, infatti, Apple veicola lezioni in formato digitale di oltre un migliaio di Università di tutto il globo. Oltre a questo strumento di e-learning, da Cupertino hanno lanciato due strumenti per questo nuovo approccio con il libro digitale: una nuova versione di <strong>iBook</strong> (la numero 2) e <strong>iBook Author</strong>. Con queste due applicazioni si potrà non solo fruire di un libro, ma anche scriverne uno.<br />
[Gerardo Antonio Cavaliere, StudioCelentano.it, riproduzione riservata]</p>
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		<title>G. Cassano: la responsabilità civile</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 18:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione StudioCelentano.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto & ICT]]></category>
		<category><![CDATA[civile]]></category>
		<category><![CDATA[responsablità]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nuovo testo sulla responsabilità civile che riorganizza il pensiero non partendo dal dato codicistico ma dalla evoluzione giurisprudenziale. Le questioni affrontate sono un esauriente approfondimento dei temi che la pratica ha chiesto di risolvere.
Trattazione completa ed esaustiva del tema, dando particolare rilievo all’evoluzione della giurisprudenza, soprattutto di quella relativa alla Corte Costituzionale ed alla Corte di Cassazione, ed agli ultimi interventi del Legislatore, non disdegnando i più validi percorsi interpretativi della giurisprudenza di merito.
Il tema caldo del danno non patrimoniale, oltre ad un approfondimento istituzionale, è stato altresì ricostruito ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/01/cassano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-48678" src="http://www.studiocelentano.it/wp-content/uploads/2012/01/cassano-219x300.jpg" alt="cassano 219x300 G. Cassano: la responsabilità civile" width="219" height="300" title="G. Cassano: la responsabilità civile" /></a>Un nuovo testo sulla responsabilità civile che riorganizza il pensiero non partendo dal dato codicistico ma dalla evoluzione giurisprudenziale. Le questioni affrontate sono un esauriente approfondimento dei temi che la pratica ha chiesto di risolvere.<br />
Trattazione completa ed esaustiva del tema, dando particolare rilievo all’evoluzione della giurisprudenza, soprattutto di quella relativa alla Corte Costituzionale ed alla Corte di Cassazione, ed agli ultimi interventi del Legislatore, non disdegnando i più validi percorsi interpretativi della giurisprudenza di merito.<br />
Il tema caldo del danno non patrimoniale, oltre ad un approfondimento istituzionale, è stato altresì ricostruito attraverso tutti i quesiti che possono essere sottoposti dall’avvocato e dal magistrato, scegliendo di dare una risposta che è quella della giurisprudenza, e quindi del diritto vivente. Completa l’opera un ampio formulario.<br />
Giuseppe Cassano. Avvocato, già docente di istituzioni di diritto privato presso l’Università LUISS di Roma e dottore di ricerca in diritto privato presso l’Università di Pisa. È direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche della Europea School of Economics di Roma e Milano. Studioso della evoluzione della responsabilità civile e dei nuovi diritti, dirige diverse collane per i principali editori giuridici.</p>
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