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Mt. Gox e furto Bitcoin, gli ultimi aggiornamenti

17 luglio 2017 Commenta

Prosegue il processo per determinare i responsabili del furto di Bitcoin che ha coinvolto Mt. Gox. Ora la parola va al CEO.

Mt. GoxIl processo che sta coinvolgendo Mt. Gox è ancora in corso. L’ultimo ascoltato in ordine di tempo è stato il CEO Mark Karpeles. Davanti al tribunale di Tokyo dove si sta svolgendo il processo, il CEO di Mt. Gox ha dichiarato la sua innocenza con un giuramento davanti alle accuse di appropriazione indebita.

A distanza di quattro anni da quando la società ha denunciato la scomparsa di Bitcoin per un valore di 450 milioni di dollari, il processo è ancora in corso. A suo tempo Mt. Gox, che gestiva l’80% delle transazioni in Bitcoin, avviò le procedure di bancarotta.

L’arresto del CEO di Mt. Gox è avvenuto solo nel 2015, ad opera delle autorità giapponesi. Le indagini avviate rivelarono il trasferimento sospetto di fondi, che avevano lasciato il conto di un cliente per finire su un conto personale di Mark Karpeles.

Tale scandalo che ha avuto rilevanza mediatica non solo in Giappone ma anche in tutto il mondo, ha spinto il governo giapponese ad attuare una serie di controlli sulle criptovalute, creando importanti precedenti nella gestione di controversie in tribunale. Per questo motivo il Giappone sarà il primo Paese al mondo a fornire regolamentazioni precise relative ai servizi di cambio.

Il Giappone ha tutto l’interesse nel valorizzare le criptovalute che hanno già incontrato il favore dei privati. Tra aziende ed istituzioni invece le criptovalute sembrano fare più fatica a prendere piede. Le regolamentazioni del Giappone offriranno spunti anche per altri Paesi che potranno imitare questa iniziativa.

Scritto da Michele Bellotti

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