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Le peggiori password del 2016

18 gennaio 2017 Commenta

Una lista aggiornata svela le peggiori password utilizzate nel 2016. Ecco quelle più diffuse.

peggiori passwordLa password svolge un ruolo importantissimo nella protezione dei nostri account. I dati sensibili sono protetti dalla password. Utilizziamo password per i  più disparati servizi, dall’accesso ai social network, alla posta elettronica sino ad arrivare ai vari servizi bancari online. Le password ci accompagnano durante tutta la nostra permanenza nel web.

Tenendo conto di questo possiamo capire l’importanza di una buona password in grado di proteggere al meglio la nostra privacy. Password troppo deboli metterebbero in pericolo i nostri dati. Tra la fine del vecchio anno e l’inizio del nuovo le società che si occupano di sicurezza online stilano una lista delle peggiori password utilizzate nel web. Ecco la lista diffusa da Keeper con le peggiori password del 2016.

  1. 123456
  2. 123456789
  3. qwerty
  4. 12345678
  5. 111111
  6. 1234567890
  7. 1234567
  8. password
  9. 123123
  10. 987654321
  11. qwertyuiop
  12. mynoob

 

La password “123456” detiene ancora la prima posizione e si conferma come una delle peggiori password in assoluto. La classifica originale stilata da Keeper contiene altre password incriminate. In ventunesima posizione ad esempio troviamo “Google” altra password piuttosto scontata. Da un confronto con la lista diffusa per le peggiori password del 2015 mancano all’appello quelle ispirate al mondo di Star Wars e nello specifico: solo, princess e starwars.

Sarebbe opportuno effettuare un controllo sulle password che utilizziamo. Qualora nella lista dovesse apparire anche la nostra password dovremmo agire il prima possibile per modificarla. In linea generale le password migliori dovrebbero avere almeno 12 caratteri comprensivi di minuscole, maiuscole, numeri e dove consentito anche caratteri speciali. L’utilizzo di password più complesse è un ottimo modo per proteggere la propria privacy online e dovrebbe essere la priorità di ogni internauta.

Scritto da Michele Bellotti

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