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Facebook, WhatsApp e privacy: importanti novità

21 novembre 2016 Commenta

La polemica sulla nuova policy che consente lo scambio di dati tra Facebook e WhatsApp ha ottenuto importanti risultati.

whatsappFacebook annuncia la sua rinuncia alla raccolta dei dati provenienti da WhatsApp per scopi pubblicitari. Il dietrofront temporaneo della Società interessa per il momento tutta l’Europa, Italia inclusa. Questa importante decisione è stata anticipata dal Financial Times e rappresenta una grande vittoria per le 28 autorità garanti per la privacy d’Europa che si erano attivate dopo l’annuncio di Facebook arrivato durante l’estate.

Con l’aggiornamento della policy di WhatsApp (di proprietà di Facebook dal 2014), Facebook annunciava la possibilità di raccogliere ed incrociare i dati per profilare gli utenti. Lo scopo era unicamente pubblicitario. Il celebre Social aveva già dovuto fare marcia indietro nel Regno Unito.

Le polemiche sollevate da questo cambiamento derivavano dal timore ben espresso da Elizabeth Denham Garante privacy britannico, dimostratosi poi fondato, che “i consumatori non fossero adeguatamente protetti” e che nemmeno “WhatsApp abbia mai ottenuto un valido consenso da parte degli utenti a condividere le informazioni”.

Il fronte compatto contro il cambiamento è arrivato anche dai Garanti Privacy dell’Unione Europea, con una lettera congiunta che chiedeva espressamente di bloccare la condivisione dei dati così da non ledere i diritti dei cittadini dell’Unione Europea.

L’accusa principale mossa a Facebook riguarda la poca trasparenza nell’informare gli utenti circa l’impiego e la raccolta dei dati personali. Sono state oggetto di critiche anche le tempistiche imposte da WhatsApp per la disattivazione dell’opzione, tassativamente entro 30 giorni.

Di fronte a questa opposizione Facebook ha optato per un repentino cambio di rotta, decidendo di rispettare la privacy degli utenti europei. La vittoria potrebbe essere solo temporanea in quanto Facebook potrebbe aver deciso di prendere tempo alla ricerca di nuove scappatoie legali.

Scritto da Michele Bellotti

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